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20/03 2009

Intervento Umberto Zardini al Convegno di Cinisello Balsamo

Convegno

L’EVOLUZIONE DELLA CANNA FUMARIA NORMATIVE ED OPPORTUNITA”

Relatore Assocosma:

Umberto Zardini

Brite de Val, n° 2 – 335\8184220

32043 CORTINA D’AMPEZZO

Cinisello Balsamo, 13 marzo 2009

Oggetto: L’esigenza dei fumisti riguardo le canne fumarie in funzione della sicurezza nelle case.-

L’Assocosma che mi onoro di rappresentare, è impegnata dalla sua nascita, alla elevazione professionale dei suoi associati, ma purtroppo, anche costretta alla difesa dalla criminalizzazione della categoria per la questione ambientale e gli incendi nelle case.

Troppe volte si sentono e si leggono cronache riportate superficialmente con grave allarme sociale, di sinistri causati dalle stufe…c’è d’aggiungere pero’ che finalmente, piano piano,sta emergendo la verità. Gli incendi sono provocati quasi sempre da camini moderni realizzati irresponsabilmente. Non secondo le Regole dell’Arte.

Sono qui non soltanto a nome dei colleghi fumisti, ma in particolare, anche per denunciare i rischi dormienti all’intero di moltissime case realizzate negli ultimi vent’anni. Questione che non può prescindere da questo importante convegno.

Le migliaia d’incendi, che si stanno verificando non solamente nel Nord Italia, confermano clamorosamente una situazione molto grave, causata dalle insidie, nascoste sulle mansarde e nei tetti di legno, con gravi conseguenze umane e rilevanti danni economici.

Incendi che stanno impegnando strenuamente il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, chiamati a tamponare l’emergenza di un’incredibile colpevole situazione, per i quali esprimiamo la nostra profonda gratitudine.

E’ dalla crisi energetica degli anni ottanta e la necessità di riscaldarsi economicamente con la legna, che sono apparse le prime canne fumarie metalliche, che i venditori vantavano autopulenti e che da subito hanno avuto un rilevante sviluppo, per gli ingombri ridotti ed una eccezionale flessibilità d’impiego nei cantieri.

Interessanti novità che però, hanno portato a sottovalutare fenomeni meno positivi, per la mancanza di approfondite conoscenze sulle installazioni, l’uso e la manutenzione; con effetti che ora si stanno manifestando in modo devastante.

Le nuove economiche canne fumarie, divennero subito di moda, emarginando i rompiscatole che criticavano dei tubi metallici isolati con risibili strati di lana minerale, addossati a materiali infiammabili o affiancati da sfiati e cavi elettrici, il tutto ben nascoste all’interno dei muri.

La carenza di obbiettive informazioni tecniche ha accumulato troppa confusione, portando operatori ed utenti a decidere dei lavori senza le indispensabili cognizioni, in un clima di esasperata incertezza: Alcuni di noi, hanno fatto fermare i lavori nei cantieri o rinunciato a fornire le stufe…

Focalizzando la questione, emerge che gran parte degli incendi, avviene anche per un fenomeno sconosciuto alla gente. E’ appena fuori dal tetto che le canne metalliche, scarsamente isolate, condensano i fumi della combustione a legna, formando anelli solidificati di fuliggine, che se pur con le sezioni ridotte, le stufe e i caminetti continuano a funzionare per anni senza destare sospetti, fino a quando bruciano le case.

Ancora nel particolare, va aggiunto che molti sinistri confermano che i tetti ventilati, realizzati con isolanti infiammabili e non con materiali ignifughi “Rischio Zero”, sono i principali veicoli della fulminea propagazione degli incendi, anziché rimanere circoscritti ai comignoli.

Sinistri, troppe volte scoperti da polizze carenti, che a posteriori, alimentano interminabili processi con allucinanti cavilli legali, per l’esasperazione eziologica, di periti ed avvocati impegnati a calibrare le responsabilità per il rimborso dei danni.

I bollettini di guerra dei VV.FF. sulle migliaia di incendi, che anche in questi giorni, con- fermano che le canne fumarie già realizzate devono essere assolutamente ed al più presto controllate, particolarmente negli attraversamenti di solai, mansarde e tetti di legno.

Alla minima incertezza, le canne fumarie vanno scoperte in profondità e messe in sicurezza, eliminando tutto quello che potrebbe provocare l’incendio; ricordando che il legno nuovo brucia a 250 C, mentre quello rinsecchito e “soffiato” dall’aria brucia già a 200 C.

In oltre 50 anni di personali esperienze dentro i cantieri, ho vissuto un’esaltante progresso tecnologico ma, con il “vecchio buon senso” massacrato dall’inarrestabile dissolvimento di molte conoscenze professionali, comprese elementari precauzioni che evitano i pericoli dentro le case.

Una volta, nei cantieri c’era meno tecnologia ma molto più scrupolo, impegno ed attenzione. Quelli odierni sono popolati da nuove risorse umane che arrivano anche da lontano, senza cognizioni e purtroppo molte volte destinate a farsi del male…

Troppe imprese, si confermano delle incomunicabili ammucchiate etniche, con i cantieri abbandonati a se stessi, dove caoticamente avviene di tutto e tutto il contrario. In altre imprese ci sono dei bravi capi cantiere, fortemente stressati per controllare tutti i giorni, operai senza profes-sionalità, ed evitare che non avvengano degli incidenti.

Da qualche anno, vengono programmate le temperature dei fumi; questo fatto però, sta alimentando “eziologicamente” in modo paradossale dei comodi alibi per le imprese edili pirata e direttori dei lavori latitanti, che si scordano di aver realizzato canne fumarie in spregio di quanto previsto dalle leggi 1391/70 e 46/90.

In troppi casi, le video ispezioni degli spazzacamini, evidenziano situazioni a rischio di canne fumarie compromesse da inopportune poco professionali modifiche; con innesti multipli di stufe, caminetti, caldaie a gas e gasolio; forature per tasselli, fessure e sfondamento degli elementi con tanti legni bruciacchiati dai fumi.

Il futuro impone a tutti gli operatori coinvolti, ora senza più alibi, di adoperarsi con impegno in modo che le future canne fumarie vengano realizzate e garantite nel tempo a prova di sinistri. Ripeto a prova di sinistri, per sopportare tranquillamente delle temperature di 1000-1200 C.

E’ troppo facile colpevolizzare utenti, dimentichi della pulizia annuale, che hanno anche la sfortuna di bruciare la fuliggine con temperature di 1000 C. fuliggine formatasi rapidamente an-che in conseguenza di una esasperata riduzione delle temperature dei fumi…

Vanno sensibilizzati i vertici nazionali delle compagnie di assicurazione, con una penetrante informazione alla popolazione, in modo che le polizze incendio vengano al più presto aggiornate per coprire le richiamate responsabilità “eziologiche” citate dall’art. 2050 del c.c. per evitare che quanti subiscono un drammatico sinistro, non siano anche costretti a vivere l’angosciosa incertezza di miserabili liquidazioni.

Le recenti documentate Guide Uno e Due realizzate dall’Assocosma per le quali, esprimo un particolare ringraziamento a German Puntscher , sono un primo tangibile contributo per chi, nel nostro campo, va nella direzione dell’eccellenza del proprio lavoro.

Auspichiamo che da questo convegno emergano forti sinergie, in direzione di una tempestiva sicurezza nelle case, coinvolgendo le responsabilità politiche, che devono amministrare al meglio questa delicata materia, anticipando che l’Assocosma presenterà delle osservazioni al Decreto 37 2008 per snellire l’operatività e non essere costretti, per lavorare, a fare montagne di carta.

In questa particolare occasione, intendo ribadire che le stufe ad accumulo sono da sempre, sinonimo di sicuri comodi ed affidabili beni durevoli; tecnologicamente all’avanguardia, che bru-ciano in modo sofisticato la legna, con un ridotto impatto ambientale; perfettamente collocabili anche nelle moderne Case Clima.

Concludendo, sono costretto richiamare l’attenzione della politica, per noi matrigna, di non dimenticarsi dell’incentivo 55% per il risparmio energetico in favore delle moderne stufe ad accu-mulo; stufe che hanno raggiunto tale diritto a pieno titolo e rappresentano la tenace operosità di un’intera categoria di piccoli imprenditori .

Umberto Zardini

 

 

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